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La fauna del parco del ticino

La filosofia ispiratrice della nostra Associazione ha come punto nodale la conoscenza e la fruizione sostenibile del Parco e, più in generale, dell'ambiente. Nel campo della tutela della natura e del paesaggio la divulgazione e l'informazione sono essenziali.
La presente sezione si pone l'obiettivo di fornire, in estrema sintesi, delle informazioni sulla fauna presente nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, Parco di cui è consorziato il Comune di Zerbolò, e in cui si trova Cascina Venara, nella speranza di fornire degli stimoli per maggiori approfondimenti.

  I PESCI
GLI UCCELLI DELLE AREE UMIDE
GLI ANFIBI E RETTILI
I MAMMIFERI DELLE AREE UMIDE
I RAPACI
I MAMMIFERI DELL'AMBIENTE FORESTALE
GLI INVERTEBRATI


LA FAUNA
Il Parco del Ticino, nonostante l'elevata presenza di insediamenti umani e di attività produttive, è ricco di animali selvatici e le presenze faunistiche stanziali o temporanee sono numerose.
Gli animali sono abituati da secoli alla vicinanza invadente e spesso aggressiva dell'uomo e quindi conducono di solito una vita appartata e discreta.
Basta comunque frequentare il Parco con attenzione, conoscere le abitudini e i luoghi degli animali per osservarli facilmente e quasi ovunque.

AMBIENTE ACQUATICO

I PESCI

Il Ticino è conosciuto come "il Fiume Azzurro". La buona qualità delle acque è tale da consentire la presenza di un gran numero di specie ittiche. Le specie più comuni da sempre nel Ticino sono: il cavedano, il vairone, il triotto, la scardola, l'alborella, il barbo comune, il ghiozzo, l'anguilla, il cobite, la lasca e la savetta (queste ultime due sono specie endemiche del bacino padano). Sono presenti anche la carpa e la tinca; purtroppo in diminuzione sono il pigo, il temolo, il luccio e la trota marmorata. Gli storioni meritano un discorso a parte: delle tre specie che popolano il Ticino (lo storione comune, il ladano e il cobice), solo il cobice ha mantenuto delle popolazioni ormai completamente adattate all'acqua dolce; lo storione comune è ridotto a pochi esemplari e il ladano sembra ormai scomparso a causa degli sbarramenti e delle dighe lungo il Po che ne hanno fermato il flusso migratorio. La composizione delle specie ittiche è variata con l'arrivo di alcune specie alloctone, introdotte a scopo di pesca o involontariamente. Fra queste ci sono soprattutto alcune specie importate dal Nord  America, come il persico trota, il persico sole, la trota iridea, il salmerino di fonte, la gambusia e il pesce gatto; dall'Europa orientale le specie euroasiatiche come il siluro e le "carpe erbivore".

GLI UCCELLI DELLE AREE UMIDE

ARDEIDI : a questa famiglia appartengono gli uccelli che hanno sempre rappresentato uno degli elementi naturalistici più importanti e caratteristici del Parco. Frequenti sono la nitticora, la garzetta e l'airone cenerino, un po' più rari, l'airone rosso e la sgarza ciuffetto. Un aspetto singolare della loro ecologia è l'abitudine di nidificare da marzo a luglio in gruppi, talora numerosi, chiamati garzaie, che possono comprendere una o più specie. Attualmente cinque colonie  principali sono ospitate in zona di riserva. Nel Parco è presente anche il tarabusino, un ardeide piccolo e riservato che nidifica tra le canne.

ANATIDI E ALTRI MIGRATORI: notevole dal  punto di vista faunistico è la funzione che il Ticino assolve come direttrice di transito e luogo di sosta per le anatre e gli altri uccelli migranti. Lungo la sua asta, infatti, sfilano e sostano decine di migliaia di uccelli migratori. Elencarli tutti è quasi impossibile ma si può farsene un'idea osservando le marcite in inverno nelle giornate più fredde quando si riunisce un gran numero di specie di uccelli. Per alcuni di essi, l'alzavola, il fischione, la cicogna bianca ma soprattutto il germano reale, il Parco funge pure da luogo di nidificazione. Fra le canne e vicino ad acque profonde nidificano anche il tuffetto e lo svasso maggiore.
Gli specchi d'acqua secondari ospitano la gallinella d'acqua e la folaga e, più difficile da vedere ma anch'esso presente, il porciglione. Sul greto del fiume e sulle isole, fra i ciottoli, nidificano  la rondine di mare, il fraticello, il corriere piccolo e il piro-piro piccolo.

L'ecosistema acquatico ospita anche due importanti specie predatrici, il falco di palude, molto raro, nidificante in canneto e il nibbio bruno, un po' più diffuso, che nidifica in bosco ma caccia soprattutto vicino all'acqua.

Sono presenti nel territorio del Parco anche due specie che generalmente si è soliti associare all'ambiente costiero: il gabbiano comune, abbondante e a volte nidificante nelle risaie, e il cormorano, svernante sempre più frequente. Tra gli esponenti di maggior interesse della piccola avifauna ci sono il cannareccione, la cannaiola verdognola, il beccamoschino, il migliarino di palude, l'usignolo di fiume, che nidificano nel fitto della vegetazione palustre. In prossimità del fiume, ma anche nella campagna troviamo anche la ballerina bianca e più raramente la ballerina gialla. Legato all'acqua per definizione c'è il bellissimo martin pescatore, dai colori intensi e vivi. Sono presenti pure il gruccione, altro uccello dai colori splendenti, e il topino che nidificano nelle scarpate sabbiose.

ANFIBI E RETTILI

Questi animali sono presenti non solo nell'ambiente acquatico ma anche in prati, boschi o coltivi a seconda delle specie. Sono comunque legati all'acqua per il periodo riproduttivo. Le rane verdi sono di gran lunga gli anfibi più comuni, frequentano gli stagni, i fossi e le risaie. Sono presenti poi, la raganella, il rospo comune, il rospo smeraldino, il tritone crestato, il tritone comune e la salamandra che però vive solo nei boschi delle colline moreniche, nella parte più settentrionale del Parco. I due anfibi che conferiscono un notevole interesse alla Valle del Ticino perché vivono esclusivamente in alcune zone dell'Italia settentrionale, sono: la rana rossa di Lataste nei boschi, e il rospo della vanga o rospo bruno ( pelobate fosco ), più raro e per gran parte dell'anno presente nei terreni asciutti.
Tra i rettili "acquatici" troviamo la biscia d'acqua e la testuggine palustre che è una tartaruga ancora presente in poche lanche tranquille, grazie anche ai ripopolamenti recentemente portati a termine.


MAMMIFERI DELLE AREE UMIDE 

Oltre a piccoli roditori, come alcuni topi selvatici e arvicole che vivono negli ambienti acquatici, bisogna ricordare anche un grosso roditore ormai divenuto tipico dei corsi d'acqua del Parco. È la nutria, una specie originaria del sud America giunta in Europa recentemente, allevata per la produzione di pellicce. Fuggita dagli allevamenti, è riuscita a colonizzare rogge, fossi e lanche un po' ovunque nel Nord Italia e quindi anche nel territorio del Parco. Purtroppo poiché si nutre di piantine di riso e mais e scava le proprie tane nelle scarpate dei fossi, causandone il cedimento e il crollo, è una specie che causa gravi danni alle attività agricole ed è necessario mantenere il numero degli individui entro certi limiti. Di tenore opposto è la lontra: mammifero appartenente alla famiglia dei mustelidi dovrebbe costituire la nota faunistica, distintiva di un parco fluviale per la sua qualità di animale prevalentemente acquatico, ma in realtà è completamente scomparsa dal 1980. Sono stati fatti alcuni tentativi di reintroduzione in alcune zone del parco, ma le acque poco pulite e un generale deterioramento del suo habitat hanno compromesso questa esperienza.

  AMBIENTE FORESTALE

PICCOLA AVIFAUNA

Gli uccelli sono sicuramente animali che nel bosco è più facile sentire che vedere. Le loro emissioni vocali sono tra le più varie ed affascinanti. Imparare a riconoscerli può essere utile per scoprire la presenza delle specie, le loro abitudini e il loro comportamento.
Fra i molti presenti ricordiamo il rigogolo, le cince (cinciarella, cinciallegra, cincia dal ciuffo e cincia bigia), lo scricciolo, il cuculo, l'upupa, il regolo e i picchi; di questi ultimi sono presenti cinque diverse specie: ll picchio rosso minore, molto raro in pianura, ll picchio rosso maggiore, il picchio verde, il torcicollo e il picchio muratore. I boschi di farnia del Parco costituiscono una grande attrazione per alcuni uccelli che si nutrono di ghiande come la ghiandaia e il colombaccio, abbondantissimo soprattutto in inverno.

I RAPACI

Tra i rapaci diurni, oltre ai già menzionati nibbio bruno e falco di palude (legati agli ambienti fluviali ed alle zone umide) vi sono il falco lodolaio, il falco cuculo, la poiana, il gheppio, che si ritrova anche vicino alle zone abitate e lo sparviero, ricomparso di recente. Tra i notturni sono diffusi  l'allocco, la civetta (anche nelle campagne e nei centri abitati), lil gufo comune e il barbagianni, che è invece abbastanza raro.

I MAMMIFERI DELL'AMBIENTE FORESTALE

Sono animali timidi e guardinghi, che per lo più vanno in giro solo la notte,    
La maggior parte degli animali ha poi colori mimetici e solo un occhio molto attento può riuscire a distinguerli. Per fortuna un bravo osservatore, dopo aver attraversato un bosco, potrà compilare una lista degli animali che vi vivono, senza bisogno di vederli realmente. Lo aiuteranno gli indizi che gli animali hanno lasciato dietro di sé  una  serie di orme, una pigna rosicchiata a metà, un ciuffo di peli o magari degli escrementi.
Nell'area del parco ci sono almeno  40 specie di mammiferi. Sono in gran parte piccoli roditori come topi selvatici e arvicole (alcuni dei quali vivono negli ambienti acquatici), lo scoiattolo, il ghiro e il moscardino.

Ci sono poi insettivori come il toporagno, la talpa, e il riccio. Tra i chirotteri (almeno 16 specie), il pipistrello nano è il più diffuso e lo si può vedere anche nelle piazze e nei giardini dei paesi.

Tra i mustelidi, ancora frequenti nelle zone boschive, ci sono la donnola, la faina, il tasso e la puzzola, mentre è praticamente scomparsa la martora. Una specie che si aggira anche nei campi e fra le cascine è la volpe, abbastanza diffusa.
Nelle zone boscose ricche di radure troviamo invece il capriolo, che è stato reintrodotto nel Parco: alcuni nuovi nati hanno confermato il successo dell'operazione.
Un altro ungulato, il daino, è presente ma solo nella parte meridionale del Parco.

TRA I BOSCHI E LE CASE

  Gran parte del territorio del Parco è rappresentato da un ambiente vario a mosaico, dove ai campi coltivati si alternano piccoli boschetti, filari e siepi. In questi ambienti troviamo molte delle specie della piccola avifauna che frequentano i boschi, oltre a specie come la rondine e il balestruccio, che sfruttano le costruzioni umane per nidificare. Altri uccelli di medie e piccole dimensioni sono la pavoncella, che frequenta le campagne coltivate e soprattutto i campi arati, l'allodola, che vive in località aperte, cespugliose o nei coltivi, e il comunissimo storno.
Tra gli uccelli più grandi, il fagiano che si spinge anche nelle zone umide, il colino della Virginia introdotto negli ultimi decenni, la cornacchia grigia e la gazza. Nelle zone aperte si può vedere anche la poiana, un rapace in aumento.

Tra i mammiferi ci sono due specie molto simili: il coniglio selvatico e la lepre. Troviamo poi il cinghiale ricomparso nel 1975 in seguito alla fuga di alcuni esemplari da un allevamento. Attualmente nel Parco esiste un piano di contenimento di questa specie volto a mantenere la popolazione entro certi limiti, non avendo il cinghiale né predatori né fattori ambientali limitanti.

Fra i rettili che frequentano i margini dei boschi ci sono, nelle zone cespugliose il biacco e, nelle radure assolate, la vipera comune. Quest'ultima specie, contrariamente all'immagine negativa che le viene attribuita, è un indicatore ambientale positivo; è infatti assente da gran parte della Pianura Padana, tranne che nelle situazioni migliori dal punto di vista vegetazionale. Comuni un pò dappertutto la lucertola muraiola e il ramarro.

UN PO' OVUNQUE

GLI INVERTEBRATI

Come in ogni altro ambiente della terra, gli animali più numerosi sono quelli più piccoli.
Gli insetti, i crostacei, i molluschi, i nematodi, per non parlare dei protozoi, sono talmente diffusi che è impossibile stimarne il numero. Sarebbe anche impossibile accennare a tutti. Tra gli insetti possiamo nominare la processionaria della quercia, una piccola farfalla notturna i cui bruchi, dai peli urticanti, vivono in gruppi numerosi sugli alberi e divorano le foglie giungendo a spogliare interi tratti di bosco.
Numerose sono poi le specie di libellule, insetti elegantissimi che entrano in molte catene alimentari; è stato valutato che nel territorio del Parco ne sono presenti ben 44 specie, ossia più della metà del popolamento nazionale.
Anche i coleotteri sono diffusi e importanti per l'equilibrio della catena alimentare dei boschi; di essi si sono contate quasi 1000 specie!

Nei fossi della Valle ed in alcuni tratti del fiume si può ritrovare ancora abbastanza facilmente il gambero di fiume, un crostaceo di discrete dimensioni che è anche un buon indicatore di acque pulite. Tra i molluschi c'è la cozza d'acqua dolce, un bivalve che vive sul fondo del fiume e degli stagni e raggiunge densità numeriche elevatissime.

Bibliografia: Parco Lombardo della Valle del Ticino. Servizio di Educazione Ambientale.

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