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La flora del Parco del Ticino

La filosofia ispiratrice della nostra Associazione ha come punto nodale la conoscenza e la fruizione sostenibile del Parco e, più in generale, dell'ambiente. Nel campo della tutela della natura e del paesaggio la divulgazione e l'informazione sono essenziali.
La presente sezione si pone l'obiettivo di fornire, in estrema sintesi, delle informazioni sulla flora presente nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, Parco di cui è consorziato il Comune di Zerbolò, e in cui si trova Cascina Venara, nella speranza di fornire degli stimoli per maggiori approfondimenti.

GLI ALBERI E I BOSCHI
I BOSCHI DEL PARCO
IL GRETO
LA PALUDE
GLI AMBIENTI ARIDI
IL QUERCETO
LA BRUGHIERA
A COSA SERVONO GLI ALBERI?

GLI ALBERI E I BOSCHI
L'uomo è sempre stato affascinato dagli alberi e dai boschi in generale. Le foreste hanno rappresentato il luogo magico dove streghe, elfi e leggende trovavano lo spazio ideale per manifestarsi e gli alberi, per la loro prestanza, per i loro frutti, per il fatto di costituire un riparo dalle fiere, assumevano un'identità sacra, rispettata dall'uomo per i vantaggi che traeva dalla loro presenza.
Con il passare dei secoli le conoscenze della scienza moderna hanno sminuito l'aspetto leggendario delle foreste, mettendo invece in risalto il loro ruolo vitale per l'intero pianeta ed i meccanismi biologici che pongono la vegetazione alla base della catena alimentare.
Gli alberi, e la flora in generale, sono infatti organismi complessi che, grazie alle azioni di scambio di ossigeno e anidride carbonica con l'ambiente (aria e terra) ed all'utilizzo dell'energia solare, sono in grado autonomamente di formare gli zuccheri necessari al loro accrescimento.
E' quindi dalla vegetazione che ha l'origine l'alimentazione di tutti gli altri organismi viventi, ed in ogni passaggio da un anello all'altro della catena avviene il passaggio di materia organica e di energia.

I BOSCHI DEL PARCO
Dei 91.410 ettari su cui si estende il Parco del Ticino oltre il 20% è costituito da territorio boscato.
Se si considera che un tempo l'intera pianura padana era ricoperta ininterrottamente da boschi, possiamo paragonare la vegetazione del Parco all'ultima significativa testimonianza  dell'antica foresta planiziale, rimasta fondamentalmente inalterata nonostante i numerosi cambiamenti apportati dall'uomo all'ambiente immediatamente circostante.
Poiché il Parco del Ticino è un parco fluviale la sua vegetazione è fortemente influenzata dalla presenza dell'acqua.
Andremo brevemente a descrivere gli ambienti più vicini al fiume e per questa ragione più direttamente condizionati dall'acqua, ed in seguito quelli più lontani che costituiscono la fascia interna della valle fluviale. Quindi procedendo dal fiume verso la costa potremo trovare i seguenti ecosistemi:


IL GRETO
E' un ambiente caratterizzato dalla periodica e temporanea sommersione ad opera dell'acqua del fiume: Il terreno è composto essenzialmente da ciottoli, ghiaia e sabbia.
E' un ambiente colonizzato sia da specie erbacee che arboree (es. salice bianco e salice rosso) e abitato da diverse specie di avifauna (limicoli) oltre che da numerosi macroinvertebrati (es. larve, insetti, crostacei) che rappresentano un importante indicatore biologico della qualità dell'ambiente.


LA PALUDE
E' un ecosistema che ritroviamo nelle anse abbandonate del fiume, dove l'acqua è praticamente stagnante e che tende con il tempo ad interrarsi e a scomparire.
Il fondo della palude, a causa del deposito di detriti, tende a diventare limaccioso.
La vegetazione presente si diversifica procedendo dal centro della palude verso la terra ferma.
Si trovano prevalentemente essenze vegetali erbacee (all'interno e sui bordi), ma nella fascia periferica si incontrano anche alberi che ben si adattano a condizioni di elevata umidità del terreno (es. salicone, salice bianco, ontano nero).


GLI AMBIENTI ARIDI
Si tratta di un ecosistema generalmente prossimo al greto del fiume, caaratterizzato dalla presenza di terreni grossolani costituiti in prevalenza da ghiaia e ciottoli con elevata permeabilità, nei quali l'acqua non viene trattenuta e scorre velocemente in profondità. Il terreno in superficie, restando privo di umidità e di sostenze nutrienti, assume l'aspetto di un'arida landa. Qui si incontrano in prevalenza specie vegetali erbacee, muschi e licheni e secondariamente arbusti ed alberi appartenenti alle specie dei boschi circostanti ma con taglia ridotta e foglie spesse, per ridurre l'evaporazione.


IL QUERCETO
E' l'ecosistema più significativo della valle fluviale, in quanto meglio rappresenta ciò che resta dell'antica foresta planiziale. Il terreno è ricco di elementi  nutritivi e l'acqua vi scorre appena sotto la sua superficie. Pertanto le essenze vegetali presenti sono tra le più ricche ed esigenti (es. quercia, carpino, frassino).
E' un ambiente di rilevante valore naturalistico e scientifico per la struttura molto complessa che lo caratterizza e quindi per le numerose comunità di animali che è in grado di ospitare.
Si possono distinguere cinque strati di vegetazione: il sottobosco, a livello del suolo, con muschi e licheni; lo strato erbaceo fino ad un metro caratterizzato da erbe e felci; lo strato arbustivo costituito da piante di taglia ridotta come il nocciolo e il biancospino; lo strato arboreo che può essere diviso in quello basso che tollera l'ombreggiamento e quello alto che supera facilmente i trenta metri d'altezza.


LA BRUGHIERA
L'ambiente di brughiera si è sviluppato nella parte settentrionale del Parco, nelle zone di pianura più elevate rispetto al livello della valle fluviale. Questo ambiente è caratterizzato da estensioni aperte, dominate dalla presenza di brugo e ginestra dei carbonai, due arbusti ai quali si associano formazioni boschive di pino silvestre, pino rigido e betulle. Si ritine che l'ambiente di brughiera sia il risultato dei disboscamenti effettuati dall'uomo in ogni epoca: il terreno lasciato nudo si è visto asportare dall'acqua piovana il sottile strato di humus, senza che le radici potessero frenare questo processo; ciò avrebbe messo a nudo il suolo acido, asciutto e poco fertile di questi terreni.

A COSA SERVONO GLI ALBERI?
Spesso la funzione degli alberi viene associata alla produzione di carta, di mobili e di legname in genere: nel corso dei  secoli è stata data sempre maggior importanza all'aspetto economico degli alberi, trascurando le funzioni degli ambienti che li ospitano. Queste funzioni possono  essere così raggruppate: funzione biofisica che va intesa come insieme di attività indispensabili per l'equilibrio dell'ambiente. Occorre perciò osservarla da diversi punti di vista; funzione sociale: gli alberi abbelliscono gli spazi pubblici, i luoghi di ritrovo, i parchi, favorendo il nostro benessere .

Bibliografia: Parco Lombardo della Valle del Ticino. Servizio di Educazione Ambientale.

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